Pubblichiamo la controreplica di Lucio Porfido alla replica “Confetti e … vecchi difetti” del sindaco Francesco Iandoli.

Caro Francesco, prendo atto dei toni della tua replica al mio articolo, lontani da alcune reazioni isteriche su cui conviene stendere un velo pietoso. Tuttavia, avendo chiesto risposte convincenti, e non essendo affatto convinto dalle tue risposte, avendole trovate generiche e, in parte, evasive, mi è d’obbligo una controreplica.

  1. Apprezzo la “volontà di realizzare la più ampia apertura verso forze ed energie nuove”, ma io francamente di nuovo non ho visto nulla, se non un avvicendamento di soggetti, come conseguenza logica e naturale di un risultato elettorale.

  2. Deve essere sfuggito anche a te che non ho espresso alcun giudizio di valore sulle persone chiamate a collaborare e per le quali nutro sentimenti di rispetto e, talvolta, di amicizia, e che mai ho accennato a questioni di compenso economico: i dubbi espressi riguardavano esclusivamente metodo e criteri adottati. Credi che non sappia riconoscere la qualità di Fabio o di Vittorio, l’intelligenza di Enzo o di Arcangelo, la cultura di Filippo, le grandi capacità organizzative di Peppo e la preparazione di Maria?

La domanda, quella vera, è perché queste qualità siano state messe al servizio di sentimenti di rivalsa e non di una grande idea per questo paese.

  1. La querelle sul Museo non può esaurirsi in poche battute, ma merita un discorso serio ed approfondito da cui, ritengo, tu non possa sottrarti, limitandoti a liquidare la questione con poche battute superficiali e intrise di pregiudizi. Una discussione preliminare era necessaria proprio perché la struttura museale era divenuta ostaggio di logiche elettorali. E, anche qui, la critica non era rivolta ai componenti, ma alla inadeguatezza della opzione scelta, aggiungendo danno a danno.

  2. La Commissione Edilizia non alleggerisce l’ufficio tecnico da carichi di lavoro, perché si limita ad esprimere un parere sulle pratiche edilizie (tra l’altro non vincolante), mentre continua ad essere di competenza dell’ufficio la fase istruttoria, che è quella più impegnativa, ufficio che dovrà ora preoccuparsi anche della convocazione di detta Commissione, presiederla, verbalizzare, ecc. Il risultato è l’esatto contrario dell’alleggerimento e, in presenza di queste ovvie considerazioni sarebbe stato contraddittorio chiedere che nella predetta Commissione fossero inseriti rappresentanti della minoranza consiliare.

I NO non sono stati cervellotici, ma tutti motivati.

  1. L’”occupazione” del Comune è una leggenda metropolitana, imbastita ad arte come l’occupazione del museo, e, magari, lo è anche oggi. Tra l’altro, anche se in tempi non recenti, avrai avuto modo di verificarlo tu stesso, come consigliere di una lista Bilancia e vicesindaco per un paio di anni.

Ho ascoltato i tuoi appelli “per una politica di unione e non di divisione”, ma sto ancora in attesa di fatti. Tu che dovresti conoscermi, non puoi dire che sono condizionato dai miei “leaders”, perché il rapporto che instauro sempre con i miei interlocutori non è mai di tipo subalterno e non ho mai avuto remore nell’assumere posizioni apertamente critiche con chiunque, fosse stato anche mio padre.

Si tratta, come sai, dell’atteggiamento laico distintivo dei socialisti, che deriva da una comune formazione politica che fai bene a non rinnegare, e che io non ho mai rinnegato e tanto meno tradito.

Avrei piacere, però, che mi spiegassi chi è politicamente, oggi, Francesco Saverio Iandoli, perché, onestamente, faccio fatica a capirlo.

Renditi disponibile per una chiacchierata a porte aperte, perché nelle tue risposte ho trovato troppe omissioni e un eccesso di difese d’ufficio.

Consentimi, infine, un suggerimento: se vuoi tradurre i tuoi appelli in fatti concreti perché non convochi una grande assemblea ponendo all’ordine del giorno una domanda: “Quale San Potito negli anni a venire?”

Costringeresti tutti a confrontarsi su un tema “neutro”, quanto impegnativo, e non ci sarebbe alibi per nessuno per sottrarsi ad un confronto di questo tipo. Pensaci.

Lucio Porfido