Il 28 agosto alle ore 21 si è svolta a San Potito Ultra, in piazza Barone Amatucci, la 24° edizione di Miss Irpinia, il rinomato concorso di bellezza della provincia di Avellino, e il titolo è stato assegnato solo ad una delle trentadue concorrenti. In fondo è vero “UNO SU MILLE CE LA FA” e Federica Petrillo ce l’ha fatta e le rinnovo i miei più sinceri auguri.
Cercherò di spiegare brevemente cosa è successo quella sera, cosicché lo scopo di queste mie righe sarà chiaro a tutti, presenti e non. A prescindere dal poco impegno del presentatore, che durante l’assegnazione dei vari titoli ha vergognosamente sbagliato più volte i numeri delle concorrenti, confondendo fischi per fiaschi, e ciò dovrebbe indurre chi di dovere a riflettere seriamente. E’ qualcos’altro però di cui voglio lamentarmi, quel qualcos’altro che da anni continua a segnare alcuni abitanti di questo malcurato paese.

L’altra sera, su quella specie di palco dalle assi instabili, hanno avuto la voglia, il coraggio, e l’ingenuità o come dir si voglia, di prender parte alla competizione anche tre ragazze, originarie di San Potito. Tra di loro una ragazza è stata coronata Miss eleganza con un diploma (così definito dal presentatore ma a mio avviso un pezzo di carta) e un’altra ragazza è stata coronata, ovviamente con un altro diploma, Miss San Potito Ultra. Quest’ultimo titolo è stato assegnato perché è stata la prima volta nell’arco delle 24 edizioni, che a tale competizione abbiano partecipato ragazze di San Potito. Questo titolo sarebbe, dunque, dovuto andare a tutte e tre o per lo meno alla ragazza con i miglior requisiti ma non è stato così? Perché? C’è qualcuno in grado di spiegare tale gesto inspiegabile (a parere di molti). Tralasciando per un attimo questo aspetto, perché dare questi pseudo ”premi” solo a due delle tre ragazze? …e alla terza ragazza? Se i premi dovevano rappresentare solo un contentino, perché escluderne una? Non era anche lei di San Potito Ultra? Non era anche lei elegante? Possibile che questa ragazza sia talmente insignificante o che sia stato questo un misero e sfacciato gesto di parte (o meglio …di partito politico)?
Uscire di scena con le mani in mano non è mai una cosa gradita per nessuno, e lo è ancor meno, quando, davanti a delle centinaia di spettatori si è trattati come l’ultimo dei grulli. Un misero pezzo di carta con cui pulirsi il deretano un domani, nel caso in cui fosse indetto uno sciopero delle fabbriche di carta igienica, non cambia la vita a nessuno ma sicuramente sarebbe stato gradito. Di concorsi di bellezza ne esistono a bizzeffe e la maggior parte sono pressoché inutili, è anche questo il caso.

Faccio comunque i complimenti a chi in questo paese nonostante queste subdole raccomandazioni riesce ad avere ancora la coscienza pulita, complimenti a chi in questo paese muore dalla voglia di predominare su tutto e su tutti, complimenti a chi in questo paese accetta di favorire il figlio del suo amico. Abitare a San Potito è già di per sé tremendo: dover esser continuamente sottoposti all’occhio vigile del pettegolo o della pettegola di turno, c’è chi si venderebbe la madre pur di vedere sprofondare qualcun altro più in gamba, e quando si prova a prender parte ad un qualsiasi evento, è questo il risultato: esser sottoposti ai soliti buffoni di corte. La celeberrima frase di Virgilio andrebbe rivisitata e adattata ai tempi odierni, purtroppo non è l’amore a vincere su tutto, bensì la raccomandazione. Da diversi anni progredire in questo paese sembra un’utopia! Beh cari cittadini …ben tornati all’epoca di Tangentopoli.

Gianfranco Moschella

Le miss edizione 2013