L’espressione spoil system (termine mutuato dall’inglese, letteralmente: sistema del bottino) descrive la pratica con cui le forze politiche al governo distribuiscono ai propri affiliati e simpatizzanti cariche istituzionali, la titolarità di uffici pubblici e posizioni di potere o di prestigio. La ratio di tale pratica è da ricercarsi nella necessità di instaurare un rapporto di armonia tra la politica e l’amministrazione, per cui chi governa sceglie i propri collaboratori tra persone di fiducia. A prima vista sembrerebbe questa la strada scelta dalla nuova amministrazione comunale.

Se i criteri adottati fossero in linea e coerenti con la ratio di tale pratica, non vi sarebbe nulla da eccepire: saremmo di fronte a una scelta legittima.

Purtroppo, l’impressione avuta è stata tutt’altra: le scelte effettuate sono sembrate la prosecuzione della distribuzione dei confetti avviata in occasione del Consiglio Comunale di insediamento. Stavolta non più erga omnes, ma rigorosamente solo  in base a debiti di riconoscenza, attestati di fedeltà, riconoscimento di “danni di guerra”, pagamento di cambiali, faticosi compromessi o affannate trattative.

Così, dopo il debutto della nuova Giunta Comunale, con l’ingresso di due esterni, uno , Giuseppe Sarro, non presente nella lista dei candidati, ma utile per la sua esperienza di vicesindaco dell’amministrazione Moricola e, soprattutto, gran portatore di voti, e l’altra , Porfido Maria, non, come si sperava, per rispetto della quota rosa (motivazione di cui non c’è traccia), ma solo come generoso premio di consolazione, è continuata la saga degli incarichi esterni.

Una pioggia di incarichi, facendo attenzione a non dimenticare nessuno o quasi (ma c’è sempre tempo per rimediare).

Comitato di gestione del Museo?

Nessuna discussione preliminare, né di merito, né di metodo, ma il piattino servito:

Filippo D’oria e Vincenzo Sarno.

Consulenti per il bilancio e la programmazione?

Ecco lo scontato Fabio Amatucci affiancato da Vittorio Reppucci.

Delegato per l’Alto Calore?

Un confettino anche per Arcangelo Barone (che, naturalmente, si è subito allineato alle posizioni dell’UDC e del PDL).

Ora tocca a un nuovo segretario comunale perché quello attuale, pur essendo molto preparato, aveva un grave difetto: aveva rapporti di amicizia e di stima con i precedenti amministratori.

Si salva, almeno per un anno, il tanto vituperato capo dell’Ufficio Tecnico.

In compenso viene resuscitata la Commissione Edilizia, come “comitato di controllo” dell’infida area tecnica, (occasione ghiotta anche per riempire qualche altra casella), laddove tutte le amministrazioni tendono a liberarsi di questa struttura, o se ne sono già liberate (Avellino, per esempio).

A qualcuno è stato affidato il compito non istituzionale di guardia del corpo del Sindaco, a qualcun altro è stata concessa la facoltà di stazionare nel suo ufficio e di visionare la corrispondenza (con buona pace del diritto alla privacy).

Alla squadra a cui si contestava “l’occupazione del Municipio” se ne è sostituita un’altra, che ha lo spirito di un bambino che ha finalmente conquistato il suo agognato giocattolo e che, ancora incredulo, se lo gira e rigira tra le mani, in attesa di capirne il funzionamento.

Massimo rispetto per le persone designate, ma è’ questo lo spoil system?

Qualche amichevole domanda al Sindaco.

Queste scelte, a partire dalla formazione della Giunta, le hai condivise o le hai subite?

Come riesci a conciliare i tuoi appelli all’unità e alla collaborazione con la tua principale attività  che è quella di riempire tutte le caselle con fidati scudieri, senza aver mai avviato un benché minimo confronto extraconsiliare?

Credi davvero di poter amministrare ignorando quel 60% della popolazione che, comunque, non ti ha votato?

Sei davvero convinto che l’ansia di potere e di riscatto, e l’illusione di consumare qualche miserevole vendetta, possano costituire il cemento con cui costruire una buona amministrazione?

Sei ancora convinto (semmai lo fossi mai stato) che l’operazione messa in piedi, e alla quale hai prestato il tuo nome, fosse un’operazione politicamente ed eticamente corretta?

Perché tolleri una evidente spaccatura del paese senza prendere nessuna iniziativa finalizzata a contrastare tale tendenza?

Avrai presto spazio per rispondere, nel frattempo prepara risposte convincenti, perché temiamo che con il tempo  emergeranno le contraddizioni  e le incompatibilità di una formazione disomogenea, ma, al tempo stesso (e soprattutto), temiamo che, pur di non mollare un osso così faticosamente conquistato, sareste disposti a procurare danni a piene mani.

In bocca al lupo, sindaco, e che la fortuna ti assista (e ci assista).

Lucio Porfido