Mozione di sfiducia, dimissioni congiunte, commissariamento …game over!

Morto Sansone con tutti i Filistei , dove però stavolta i Sansone di turno il danno più grosso ce lo hanno lasciato. Ecco,  la loro  grande eredità!

Un azzeramento , uno svilimento, un gioco stonato dalle sue origini che nulla poteva avvicinarlo ad  un amministrare.

I cosiddetti buoni amministratori dovrebbero governare il proprio paese pensando di salvaguardarlo e non di salvare labili “ equilibri politici” della propria maggioranza. Dovrebbero avere il coraggio di assumere decisioni impopolari e di onestà intellettuale per il bene della sua gente, facendo diventare il palazzo comunale una casa di vetro e non riducendola ad una di cristallo ( per fragilità e non certo per miglioramento qualitativo!)

 Il buon amministratore, come disse un saggio, dovrebbe usare una sedia di legno con spalliera ad angolo retto per ricordare a sé stesso che, se pur la schiena dritta costa fatica , poi ci si abitua e questo è un pregio che tutti guarderanno con ammirazione perché l’unica posizione utile per far funzionare il bene dell’intera comunità!

La classe amministrativa è costantemente osservata. Dev’essere coerente, non di facili promesse, conoscere il proprio paese , deve avere una leadership concreta e una visione prospettica non  quella della “ politichella”  che ci è stata costantemente propinata in questi ultimi quattro anni.

Quale aggettivazione  possiamo dare all’amministrazione Iandoli? E’ possibile riconoscergli anche una sola delle caratteristiche qualificative del buon amministratore ? Per il riflesso che ha avuto la definirei devastante. Purtroppo l’autorevolezza non si acquisisce attraverso un incarico ricevuto “  da quattro amici al bar” o da elargizioni varie. Il vuoto che spesso esiste dietro  rischia di  farci precipitare nell’improvvisazione . Ma dalle devastazioni ci si rialza e noi cittadini abbiamo il diritto di sperare in un’alternativa concreta. Abbiamo il dovere per il paese, e per il riflesso che le nostre scelte hanno su di esso, di vagliare e valutare il meglio che esso merita scegliendo il principio sulla base del quale ripartire senza rimpianti e rimanendo i rimorsi a chi ha avuto una responsabilità verso la popolazione.

Recuperiamoci  perché questo è il momento della serietà e dell’affidabilità sociale e se a questo aggiungessimo umiltà, virtù più difficile da dimostrare, avremmo ottenuto il massimo a cui questo Paese può aspirare. Un buon amministrare crea un grande paese , agisce per il bene pubblico con trasparenza , efficacia ed efficienza, valorizzando il tessuto territoriale e  il patrimonio umano, con uguaglianza e nel rispetto di una dialettica democratica , insomma secondo etica e sul principio di buona creanza.

Studiamoci, ben consapevoli di errori ma con un forte senso di rivalsa e di riscatto,  come un medico fa con i suoi pazienti, sviscerando errori commessi, problemi incancreniti e soluzioni mai trovate.

Motiviamoci e comunichiamo in maniera chiara senza distonie .Entriamo in empatia con il nostro paese riconoscendone e anticipandone i bisogni. Valutiamo le possibilità che le risorse possono darci  in senso concreto ( per esempio i locali comunali possono essere oggetto di una locazione agevolata per giovani,  possono essere dati in affidamento in caso di prestazioni rese al cittadino ? E’ possibile un piano di integrazione del reddito per lavoratori precari in cambio di attività lavorative comunali? E’ possibile migliorare angoli comuni  abbandonati a sé stessi attraverso piccoli orti urbani che potrebbero vedere anche la collaborazione dell’istituto scolastico? )  

Riappassioniamoci, cementificando le nostre idee  aumentando l’impegno, il coinvolgimento ed il senso di appartenenza .

 Valentina Picone