Quando i Nomadi nella bellissima serata del 9 settembre (colgo l’occasione per fare i complimenti al Comitato Festa per la scelta anche della serata dell’8 settembre) hanno intonato la famosa, più conosciuta come scritta da Francesco Guccini, oltre alla solita pelle d’oca mi sono tornate in mente le famose parole pronunciate nella stessa piazza durante la campagna elettorale il 5 maggio 2013, che riportiamo: <“la shoah è rinnegare l’essere umano … in questo paese questa rinnegazione c’è stata lo stesso perché è stato messo al bando chi la pensava diversamente, anche questa è shoah”>. Dal discorso del 5 maggio 2013 di Gerardo Cataldo oggi Capogruppo Alternativa Democratica.

Ogni volta che la parola SHOAH viene pronunciata in Consiglio Comunale si alzano proteste infastidite e rumorose di qualche buontempone, accompagnate dal solito sogghigno dell’ineffabile sindacodioriginisocialiste.

Restano le parole sbagliate, offensive, che avrebbero richiesto e richiedono coraggiose scuse a tutti quelli che le hanno ascoltate.

Nessuno e niente potrà impedire di ricordarle in ogni seduta del Consiglio.

Nel frattempo è utile pubblicare sul giornale il testo della bellissima canzone, potrebbe suggerire utili ripensamenti.

 

Il testo della Canzone Del Bimbo Nel Vento

(Auschwitz)

Son morto con altri cento,

son morto ch’ero bambino:

passato per il camino,

e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c’era la neve:

il fumo saliva lento

nel freddo giorno d’inverno

e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone,

ma un solo grande silenzio;

è strano: non riesco ancora

a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come può l’uomo

uccidere un suo fratello,

eppure siamo a milioni

in polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone,

ancora non è contento

di sangue la belva umana,

e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà

che l’uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare,

e il vento si poserà.

Giuseppe Carillo