Riceviamo  da Giuseppe Moricola e pubblichiamo

Riproduco integralmente, dopo avere richiesto all’autore il permesso di pubblicarla  su Sanpotitonews, trattandosi per altro di documento ufficiale,   la nota del Sig. Alessandro De Rogatis  per il sindaco di San Potito Ultra del 21.09.2013, n. prot. 2013-0003323, e a me trasmessa, essendone informato a suo tempo, che ha per oggetto “Visite guidate Museo del Lavoro”:

visite_museoIn occasione della mostra di ttzoi ho avuto l’opportunità di trascorrere qualche ora nel museo per spiegare ad alcuni visitatori della mostra il modo di operare dei due artisti irpini. Alcuni visitatori hanno chiesto informazioni sul museo e sugli oggetti esposti cui il sottoscritto non è stato in grado di rispondere. Il signor Enzo Sarno ha detto che l’amministrazione comunale sta predisponendo tutto quanto necessita per l’apertura ufficiale del museo, se così fosse, potrà cestinare la presente, in caso non fosse ancora tutto deciso le suggerisco quanto segue per l’immagine di San Potito e anche per stemperare le tensioni intorno al museo del lavoro. L’amministrazione comunale potrebbe chiedere agli “Amici del Museo” di fare, per un periodo da concordare, le visite guidate e soprattutto di preparare altri cittadini che volessero proporsi per questo incarico. Il signor Giuseppe Moricola che mi legge in questo momento mi ha assicurato che se l’associazione riceverà una richiesta formale in tal senso, la stessa sarà valutata con la dovuta attenzione”.

Questo il testo. Mi sia consentito fare delle brevi riflessioni, non senza aver ringraziato il sig.De Rogatis per il suo senso di cittadinanza e per la sua onestà intellettuale.

1)      Che senso ha fare, come afferma il componente in epigrafe del Comitato di gestione del Museo di recente nomina, un’apertura ufficiale del Museo? Ricordiamo a Enzo Sarno che l’apertura del Museo  è  già avvenuta nel febbraio 2006 e non si capisce la ragione di una nuova apertura ufficiale, se non quella di celebrare la “conquista” del Museo, insieme al Comune. Spero che non si vogliano spingere fino a questo punto, perché in tal caso non potremmo esimerci, in ricordo della benefattrice Eirene Sbriziolo, dal portare a conoscenza della cosa la stessa Fondazione intitolata a  nome suo e a quello del marito Ezio De Felice.

2)      Ma davvero bisognava affidarsi al buon senso del sig. De Rogatis, per capire quale danno  si è inferto al Museo e al paese con le scelte di rottura operate dalla nuova amministrazione. C’era una cosa che funzionava: il Museo del Lavoro, grazie all’impegno di un‘associazione la cui unica colpa era quella di avere tra i suoi promotori, persone politicamente e amministrativamente sgradite. Ora il Museo non funziona più. Questo è lo stato delle cose. Nella pagina di facebook “Comune di San Potito”, appena aperta, leggo dal loro manifesto programmatico: “Nella nostra visione, in linea con le principali riforme degli ultimi anni, è il Comune che deve svolgere il ruolo di regista delle attività sul territorio, dello sviluppo locale, della crescita delle persone, delle associazioni e delle istituzioni; il tutto attraverso diverse azioni, tra loro integrate: capacità di stimolo, coinvolgimento, promozione delle idee e delle energie esistenti”. L’autore di questo scritto può onestamente affermare di essere stato, sulla vicenda del Museo del Lavoro, coerente con questi intendimenti? La storia ognuno cerca di farla iniziare da dove gli è più conveniente. Ma la storia non per questo si cancella e prima o poi presenta il conto. Ed è quello a cui stiamo assistendo. Mi viene in mente la favola del ragazzino che, unico fra tanti stupidi cortigiani, ebbe a dire al suo pazzo re che era nudo. L’onesta intellettuale anche di un unico volenteroso cittadino scopre così le follie di una caldissima e lunga battaglia elettorale. Una battaglia che, evidentemente, non è ancora finita, perché continua a manifestare il disprezzo delle istituzioni da parte di chi dovrebbe salvaguardarle. Non metto in conto il ridicolo di cui si copre chi opera certe scelte. Questo è un problema che attiene alle persone che si rendono responsabili di gesti incomprensibili, come quelli relativi al Museo del Lavoro.

Il mondo alla rovescia

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo anche quest’anno aderisce, insieme agli altri Stati Europei, alle Giornate Europee del Patrimonio 2013, ideate nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra i Paesi europei. In Italia la manifestazione avrà luogo il giorno sabato 28 settembre 2013. Aperti al pubblico tutti i luoghi della cultura statali o appartenenti ad altre realtà (Istituzioni, Enti) che aderiscono alla manifestazione. Per l’occasione in Irpinia, iniziative nei comuni di Avellino, Bisaccia, Aquilonia, Chiusano, Avella, Montefusco, Mercogliano. A San Potito, invece…

 Giuseppe Moricola

Articolo in aggiornamento

Riceviamo e pubblichiamo rettifica del sig. Alessandro De Rogatis

“Il Prof. Enzo Sarno mi ha parlato solo di problemi organizzativi e gestionali in via di risoluzione che avrebbero presto consentito l’apertura a pieno regime del museo”

Segue ulteriore considerazione dell’autore dell’articolo

“Ringrazio il sig. De Rogatis per la precisazione. Constato  tuttavia che il  suo suggerimento è stato accolto. Rimangono pertanto confermate le mie considerazioni, insieme alle perplessità sollevate dalla lettura della sua nota,  riportata integralmente nel mio articolo, sulla  affermazione di Sarno circa la  riapertura ufficiale del Museo. Rinvio ad essa per quanti volessero valutare se il sottoscritto nel suo commento ha operato  forzature  o travisamenti di sorta”