Pubblichiamo integralmente, come da richiesta, la replica del primo cittadino di San Potito all’articolo “La distribuzione dei confetti”.

Dal bunker della casa comunale, naturalmente presidiato da nerborute guardie del corpo e addetti al servizio di segreteria (riservatissima!), invio queste brevi note in relazione all’articolo dell’8 settembre 2013 pubblicato su San Potito News.

Caro Lucio, il “servizio informazioni” a tua disposizione comincia ad accusare vistose falle, atteso che gli informatori ti informano molto male. Non c’è nessuna guardia del corpo a difesa del sindaco, che non ne ha alcun bisogno; né vi è alcuna persona autorizzata a stazionare nella stanza del primo cittadino, con la facoltà di prendere visione della corrispondenza: la privacy è tutelata come mai nel passato. Se salissi sul Comune (come un tempo), ti renderesti conto de visu che quanto ti hanno riferito non corrisponde al vero. La mia stanza è aperta a tutti i cittadini, perché è mio preciso intento fare del Comune la casa di tutti sampotitesi, di quanti mi hanno votato e di quanti mi hanno avversato. Forse per te ed i tuoi amici è una novità effettivamente sconvolgente, ma è così, come possono confermare i molti sampotitesi che hanno già salito le scale di Palazzo dei Baroni Amatucci.

Venendo al merito delle questioni sollevate, ribadisco che le scelte fin qui operate sono state dettate dalla volontà di realizzare la più ampia apertura verso forze e energie nuove presenti nel Paese. Se, come presto diremo alla cittadinanza tutta, le condizioni economiche del Comune sono estremamente difficili, occorre il coinvolgimento di tutte le persone di buona volontà (e capacita’) per cercare di risolvere i nuovi e vecchi problemi.

In relazione alla giunta, ho dovuto scontare gli effetti – forse deliberati o, peggio ancora, non previsti- della sciagurata “riforma” che ha drasticamente ridotto il numero dei consiglieri e degli assessori. Ho scelto in base alle disponibilità e agli impegni personali di ciascuno; e comunque, assecondando un mio forte convincimento di collegialità, ho attribuito deleghe “pesanti” agli altri consiglieri. Pensavo fosse ovvio non dare giustificazione della scelta di una donna nella giunta. Vedi tu se collocarla in una quota rosa , verde o gialla.

Le persone , che fino a questo momento  sono state coinvolte, prestano la loro non tanto “scontata” attività, a titolo esclusivamente gratuito, nell’interesse di tutta la comunità .

Sul Museo. Applicando lo statuto – ripeto lo statuto del Museo, non il manuale Cencelli – abbiamo provveduto alle nomine di nostra competenza, sperando che anche la minoranza procedesse alla propria. Abbiamo indicato persone di riconosciuto livello. Perché il tuo gruppo non ha fatto altrettanto? Non voglio ripetermi ancora, ma la impostazione della Tardobilancia, non ci ha convinto e non ci convince. Vogliamo che il Museo sia patrimonio di tutto il Paese. Il famoso bando agostano del 2012 andava nella direzione opposta, immaginando per la gestione dell’Ente l’affidamento ad una associazione privata. Ora, chiunque voglia ideare percorsi culturali meritevoli avrà pieno diritto di usufruire della struttura museale. Non ha molto senso invocare una discussione preliminare, quando per mesi si è scatenata una battaglia anche elettorale sulla questione.

Per il bilancio e la programmazione, si è operata una scelta che molte amministrazioni ci invidiano, attesa la preparazione e la professionalità delle persone individuate. Sfido chiunque a scegliere di meglio (sempre a costo zero).

Quanto alla vicenda del segretario: è stata talmente “considerata” la pregressa amicizia con gli amministratori precedenti, che il dr. Iorio è stato confermato dall’attuale sindaco. Ha scelto di andare via lui, perseguendo più importanti e legittimi traguardi di crescita professionale.

Sull’Ufficio Tecnico, l’ opzione a favore dell’ istituzione della Commissione Edilizia, è stata imposta dalla necessità di alleggerire l’ufficio da carichi di lavoro non sopportabili in vista della notevole progettazione di opere e impegni che abbiamo in cantiere, e dalla necessità (non piu’ rinviabile) di definire pratiche edilizie in sospeso e di favorire la collegialità e la condivisione nell’esame dei nuovi progetti. Anche qui ci aspettavamo l’indicazione da parte della minoranza di qualche esperto che potesse collaborare con il predetto organo per risolvere i problemi, ma la risposta è stata ancora una volta la stessa, ovvero NO e solo NO.

Sulla “Occupazione “ del Comune: se è una battuta da caffè, ci puo’ anche stare. Se invece parliamo seriamente, è di palmare evidenza l’esatto contrario, soprattutto in relazione ad un passato non tanto lontano. Non c’ero in quegli anni – forse stavo su Marte – ma mi dicono che era un viavai continuo di persone non legittimate elettoralmente e non del tutto ingenue come i bambini di adesso, alle prese con l’ agognato giocattolo.

Infine, i miei appelli all’unità e alla collaborazione non sono una vuota retorica. Confermo quanto ho affermato al comizio di chiusura della campagna elettorale, quando ho invitato a votare  per me le persone di buona volontà, per una politica di unione e non di divisone, e rigettando al contempo la preferenza di quanti volessero coltivare rancori, regolamenti di conti e vendette. E trovo ancora singolare che sia proprio tu – insieme a qualche altro esponente di progetto comune, con cui pure ho parlato piu’ volte – a non raccogliere i miei appelli, forse perché condizionato dai tuoi leaders , sensibili alle ragioni di un particolare tipo di dialogo, connotato da una sola regola , ovvero che la si pensi come loro…. Eppure la tua formazione politica del passato che non è dissimile dalla mia e mai va rinnegata – io ad esempio non la rinnego per nulla – dovrebbe portarti a seguire i sentieri sempre fecondi del dubbio… e abbandonare le autostrade del dogma .

                                                                             Francesco Iandoli

PS. Buon lavoro e buona fortuna alla nuova iniziativa editoriale .